terni.roma settembre 2006
GLI ORGANIZZATORI

AIPAI



L’assegnazione del XIII Congresso Internazionale del TICCIH all’Italia costituisce anche un’importante riconoscimento al ruolo assunto sul piano internazionale dall’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI), la sola operante in questo settore a livello nazionale, fondata nel 1997 da un gruppo di specialisti del patrimonio industriale e da alcune tra le più importanti istituzioni del settore nel Paese. L’Associazione conta oggi circa 300 soci ed interagisce proficuamente con università, centri di ricerca, fondazioni, musei, organi centrali e periferici dello Stato (Ministeri, Soprintendenze, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Agenzie di promozione turistica e per lo sviluppo locale, ecc.). Al suo interno si è costituita la Sezione italiana del TICCIH, la cui attività si è sviluppata in sinergia ed integrazione con quella dell’AIPAI, dispiegandosi soprattutto nelle aree della formazione, della ricerca e della divulgazione; dell’inventariazione e catalogazione; della promozione, sensibilizzazione e valorizzazione dei beni della civiltà industriale.
L’AIPAI, infatti, in collaborazione con una molteplicità di enti e di istituzioni, fin dalla sua costituzione ha promosso, coordinato e svolto attività di ricerca avvalendosi di diverse competenze disciplinari con l’obiettivo di analizzare il patrimonio archeologico industriale nelle sue molteplici connessioni con il sistema dei beni culturali ed ambientali e con la cultura del lavoro, in una prospettiva di lungo periodo. Sulla base di tali studi sono anche stati definiti criteri e procedure d’intervento finalizzati alla conservazione e valorizzazione della memoria industriale anche in funzione della riproduzione e del rinnovamento dell’identità territoriale.
Tra i fini dell’AIPAI vi è la promozione di un più elevato livello di collaborazione operativa e scientifica tra enti pubblici e privati (musei, ministeri, università, soprintendenze, enti locali e istituzioni private) per la catalogazione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio industriale, per la salvaguardia di archivi, macchine e altre testimonianze della civiltà industriale e del lavoro, per la formazione degli operatori e la promozione del turismo industriale. A tale scopo, grazie anche all’organizzazione dell’AIPAI in sezioni regionali, sono state stipulate convenzioni con Comuni, Province e Regioni per il censimento dei beni archeologico-industriali Indagini ed iniziative hanno riguardato i manufatti architettonici, l’ambiente, il paesaggio e le infrastrutture, le fonti documentarie e archivistiche, i macchinari e le attrezzature, i saperi produttivi e importanti aspetti della storia tecnica, sociale ed economica più direttamente collegati alle vicende del patrimonio industriale.
L’AIPAI ha sviluppato nel corso degli anni, un’intensa attività convegnistica, a livello regionale, nazionale ed internazionale. Tra gli eventi più importanti il convegno su “Beni culturali della civiltà industriale: distruzione, tutela, valorizzazione”, dedicato a normative, politiche e strumenti per il patrimonio industriale, organizzato a Terni il 28-30 Settembre 2000, e quello su “Archeologia industriale: la conservazione della memoria. Esperienze e territori a confronto”, organizzato a Roma l’8-9 maggio 2003. I materiali relativi ad alcune di queste iniziative sono stati pubblicati nel primo “Quaderno” di “Patrimonio Industriale. Industrial Heritage”, uscito nel 2005 con il titolo “Archeologia industriale in Italia. Temi, progetti, esperienze”. La nuova rivista semestrale “Patrimonio Industriale/ Industrial Heritage”, organo dell’Associazione ed unica rivista di settore in Italia, uscirà con il primo numero nel corso del 2006. Nel frattempo l’Associazione e i suoi membri hanno concorso sia finanziariamente che con contributi scientifici alla pubblicazione della rivista del TICCIH “Patrimoine de l’industrie/Industrial Patrimony”. Per il potenziamento degli strumenti di comunicazione interna e con l’esterno l’Associazione si è dotata di una newsletter, che ora avrà una nuova veste grafica e sarà disponibile anche on-line, e del portale www.patrimonioindustriale.it. 
L’AIPAI ha inoltre organizzato viaggi di studio; ha dato ampia circolazione a pubblicazioni scientifiche e divulgative; ha concorso alla realizzazione di numerose pubblicazioni di soci e di altri enti; si è adoperata per svolgere la funzione di un “osservatorio permanente” capace di valutare, certificare e pubblicizzare istituzioni e progetti aventi per oggetto la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico industriale italiano, con particolare attenzione ai criteri metodologici, alle modalità operative, ai servizi offerti, al livello e alla capacità di comunicazione e divulgazione delle conoscenze storiche e tecnico-scientifiche.

L’AIPAI, infine, ha svolto una fondamentale opera fondativa ed è partner nell’attivazione del Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale, istituito congiuntamente dall’Università di Padova (Dipartimento di Storia), dall’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Dipartimento di Urbanistica), dalla Prima Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (Dipartimento di Progettazione architettonica), in convenzione con le Università di Ferrara, Perugia e Lecce, e d’intesa l’Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa “F. Momigliano” (Icsim) di Terni, il Comune di Schio e il Comune di Terni. Si tratta dell’unico Master italiano in Archeologia industriale. Esso si struttura in tre percorsi (Conoscenza, conservazione e gestione del patrimonio industriale; Conoscenza, conservazione, valorizzazione di macchinari e cicli storici; Progettazione e recupero del patrimonio industriale). centrati su attività didattiche e seminariali condotte nei luoghi del patrimonio industriale che di volta in volta vengono ritenuti di particolare importanza sotto il profilo delle potenzialità di recupero e valorizzazione. Nelle quattro edizioni del Master sono stati realizzati workshop e summer school in molte regioni italiane e in diversi paesi europei. Dall’anno prossimo, il Master diventerà internazionale mediante apposita convenzione con diverse università europee.